

A cura di Claudio Gasparini
Nella Chiesa dei Santi Nazaro e Celso in Veronetta, un nutrito gruppo di persone ha partecipato a un momento di preghiera dedicato a minori vittime di abusi. Si è voluto richiamare in tal modo l’attenzione di tutti sull’importanza di adoperarsi per una effettiva tutela dei piccoli e offrire tutto il sostegno spirituale e umano possibile alle vittime e ai loro familiari. L’iniziativa, promossa dalla criminologa Giusy Calabrò e accolta con entusiasmo dal referente dei Ministri della Consolazione di Verona, ha previsto prima la celebrazione della Santa Messa e poi un tempo di adorazione eucaristica di intercessione. Non è mancata la presenza dei BACA (Bikers Against Child Abuse) veronesi, associazione internazionale che opera in modo discreto ma rilevante a difesa dei minori abusati. “Non abbiamo altra meta che il sorriso di un bambino!” è la traduzione del motto di questa associazione no profit che nasce nel 1995 nello Utah (USA) col fine di combattere la piaga degli abusi sui minori. In Italia l’odv BACA Italy Chapter opera dal 2010. I suoi membri seguono un duro percorso formativo e un protocollo alquanto dettagliato di recupero psicologico, operando a stretto contatto con le istituzioni. Ha presieduto la celebrazione don Matteo Malosto, dal 2019 referente per la diocesi di Verona del Servizio tutela minori e persone vulnerabili. «Si tratta di un Servizio che nella Chiesa offre uno spazio di ascolto a tutti coloro che vogliono segnalare un abuso e che propone percorsi formativi in ottica preventiva agli operatori pastorali, ai sacerdoti e ai religiosi – dichiara Malosto -. Mi affiancano alcuni professionisti, con i quali cerchiamo di offrire un servizio qualificato e attento: avvocati, psicologi e psichiatri». Per quanto riguarda l’iniziativa, il Sacerdote ha usato parole di elogio e riconoscenza «non posso che ringraziare la dott.ssa Calabrò e il referente dei Ministri della Consolazione veronesi per avermi dato la possibilità di presiedere questa celebrazione, di cui voglio sottolineare l’importanza e la profondità. Tutti ci chiediamo cosa fare davanti a tanto male che colpisce i bambini e i ragazzi; forse la prima cosa da fare è mettersi in preghiera perché il Signore sappia ispirare all’amore vero la nostra vita e renderci operatori di pace e di giustizia negli ambienti che frequentiamo». Nell’ omelia don Malosto ha ricordato “quanto per Papa Francesco sia importante l’effettiva tutela in seno alla Chiesa e nel mondo intero dei piccoli e degli indifesi e come egli abbia più volte sottolineato la matrice anche spirituale di questa piaga che affligge la società. Pertanto, iniziative come questa che riuniscono le forze spirituali, operative e intellettuali dell’‘ecclesia’, ossia dell’unione dei fedeli, divengono essenziali, affinché si possa estirpare il carattere distruttivo del male che si sta diffondendo nell’odierna società e mira a violare proprio gli ‘innocenti’”. A fine celebrazione i BACA sono rientrati a ‘cavallo’ delle loro roboanti Harley Davidson, avvolti da una particolare protezione spirituale in grado di accompagnarli nelle loro prossime missioni a difesa dei bambini abusati.