

25 Aprile
«Il 25 aprile, gli infatuati dell’ex impero sovietico, hanno festeggiato la liberazione dal nazifascismo riempiendo le piazze di bandiere della Pace, Ucraine e Americane. Giova rammentare che nelle precedenti edizioni della festa più rossa e politicizzata d’Italia, i partigiani nostalgici dell’Unione Sovietica, festeggiavano sì la sconfitta dell’asse Hitler&Mussolini, ma negando ossessivamente l’apporto degli alleati. Orbene, quest’anno, un miracolo laico di ignota genesi, ha ribaltato decenni di tradizioni. I cattivi non sono più i nazisti e gli scaltri ‘opportunisti’ americani, ma chi un tempo costituiva un modello di vita e civiltà. Nel giro di un solo anno, sui simboli della falce e il martello si sono prodigiosamente innestate le svastiche incarnate dal battaglione Azov e da un presidente attore eletto grazie al colpo di stato del 22 febbraio 2014. Appare scontato che nei testi storici degli anni a venire, il 25 aprile 2022 sarà ricordata come la sceneggiata più comica e patetica mai messa in atto dai soliti saltinbanco italioti».
Gianni Toffali