

Come ci siamo ritrovati in questa situazione
L’Italia è uno dei paesi europei che dipende maggiormente dal gas russo e la crisi attuale del costo del gas, che porta a un braccio di ferro tra l’Unione Europea e la Russia. La possibilità di blocchi energetici è ancora una realtà che potrebbe prendere piede in autunno e in autunno. Ma perchè siamo arrivati a questa dipendenza? Poteva essere evitata? Assolutamente sì, sono tanti infatti i possibili fornitori di gas capaci di esportare gas naturale in Europa, ma si è preferita l’economicità di breve termine rispetto alla diversificazione strategica dell’approvvigionamento. L’Italia sta subendo una delle più grandi crisi energetiche della storia recente, dopo che il principale importatore di gas è di fatto in conflitto con gli altri paesi europei con l’attacco dell’Ucraina. A peggiorare questa situazione è il sistema energetico italiano che si basa ancora molto sul gas, soprattutto per la produzione di energia elettrica. Sicuramente lo scoppio del conflitto ha scatenato questa crisi, ma di certo non si può dire che la politica dei decenni scorsi sia stata lungimirante. Gli accordi del gas in Italia sono legati principalmente alla Russia, ma si aggiungono anche Olanda e Norvegia, nonostante stiano via via riducendo sempre di più il commercio. Azerbaijan, Libia e Algeria invece sono Paesi ‘presenti’, ma le difficoltà non sono poche. A livello nazionale invece la produzione di gas esisteva e consisteva – un tempo – di una fetta importante, seppur sempre minoritaria, del consumo totale italiano. Basti pensare che nel 1994, anno di massima produzione, sul territorio italiano venivano prodotti 20,6 miliardi di metri cubi di gas. Oggi questa cifra è di appena 4,4 miliardi di metri cubi (dato del 2020). Le conclusioni sono semplici da trarre: negli ultimi decenni, nonostante ci fosse un modesto numero di possibili importatori e altre vie per differenziare le necessarie importazioni, si è preferito limitare il numero di Paesi che importano gas in Italia, prediligendo quelli che assicuravano un guadagno maggiore sul breve termine e evitando la creazione di rigassificatori che potevano aprirci mercati liberi di commercio del gas. Ad oggi il principale importatore di gas in Italia si trova sul fronte opposto di uno scontro diplomatico e militare. Fonte: https://energia-luce.it/news/dipendenza-gas-russo-gli-errori-del-passato/