

Come abbinare all’uso della crema l’abbigliamento corretto.
I filtri solari non bastano. La prima linea di difesa contro il melanoma è l’abbigliamento, non solo la crema protettiva. In vista di maggio, il mese della prevenzione del melanoma, e della Giornata nazionale dedicata il prossimo 2 maggio, la Fondazione Melanoma lancia la nuova campagna di sensibilizzazione ‘Vestiti di Prevenzione’, mirata a scardinare i falsi miti sull’esposizione solaree apromuovere l’abbigliamento come dispositivo di protezione individuale. Senza naturalmente dimenticare creme e filtri solari ad alto indice di difesa, che però da soli non bastano come sostengono tre studi internazionali pubblicati uno da Cancer Research, il secondo e il terzo sulle riviste Cancer e Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. Il messaggio della Fondazione Melanoma arriva in un momento critico: il melanoma è il tumore cutaneo più aggressivo e, in Italia, i casi sono più che raddoppiati in 20 anni, passando da 6.000 nel 2004 a circa 15.000 l’anno. Scottarsi anche solo una volta ogni due anni può triplicare il rischio di melanoma. Non è solo questione di giornate calde e soleggiate: i raggi UV possono essere forti a sufficienza per danneggiare la pelle da metà marzo a metà ottobre, anche quando il cielo è nuvoloso o il clima è fresco. Non è un caso, riporta la nota, se il modo in cui scegliamo di vestirci, specialmente durante i mesi più caldi può determinare anche le zone del corpo in cui è più probabile sviluppare un melanoma. Contrariamente a quanto si pensa è importante utilizzare colori scuri e vivaci. Il bianco protegge meno del nero. I colori scuri o le tinte brillanti (rosso, blu navy) assorbono i raggi UV meglio dei toni pastello, impedendo loro di penetrare.