

Questa volta lascio fare e mi butto
come al primo lancio col paracadute,
con un gin lemon sulle labbra.
Questa volta prenoto una zattera nuova
e attraverso i confini del mare,
della notte, per raggiungerti
nel labirinto delle ore,
ribelle al pudore, alla dottrina.
Finalmente, un universo tra le tue mani
e i miei tabù, stretti nelle tue dita,
si trasformano in solide sensazioni,
mentre balliamo su abitudini e noia.
Senza chiedere,
senza resistere
ti seguo, potendo, ovunque.
Non provo limiti.
Uso solo un ventaglio, aperto: aspettami.
Barbara Berton
Dal libro ‘Come seme al vento’
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