

Il Veneto avrà un più 47% di prodotto rispetto al 2021. Si teme però la concorrenza dei Paesi emergenti
Rimane stabile la produzione europea di mele: per la precisione sono 12.168.000 le tonnellate in
totale. Le stime sono state presentate al castello di Zevio, paese capitale provinciale delle colture, alla presenza del sindaco Paolo Conti, del presidente di Coldiretti di Zevio Luca Dal Pezzo, del presidente dell’Associazione ortofrutta Veneto Stefano Faedo, della direttrice del Cso di Ferrara Elisa Macchi e del presidente provinciale dei coltivatori diretti Alex Vantini. Al centro dell’incontro, i dati di ‘Assomela’, emersi dal confronto tra produttori melicoli dell’Emisfero nord, tenutosi qualche giorno fa in Serbia. La Francia e la Germania crescono, così come l’Austria e la Gran Bretagna che passa al 32%. In controtendenza invece il Belgio, la Spagna, il Portogallo, la Romania e l’Ungheria. Tutti i Paesi registrano meno 12, meno 23 e meno 20%. La Golden Delicious rimane la varietà più prodotta con 2.064.000 tonnellate, seppur con una flessione del 5% rispetto al 2021. Nel Veneto, invece, la qualità delle mele si trova in condizioni favorevoli grazie alle condizioni primaverili e allo sviluppo cellulare dei frutticini. Dal consuntivo 2021, pari a 147.041, la nostra Regione dovrebbe passare a 215.571 tonnellate. Nuovi record anche per la produzione bio che registra quasi 200mila tonnellate, il 4% in più dell’anno scorso. ‘Assomela’, mette poi in guardia i produttori dalla concorrenza. Sono sempre di più infatti i Paesi emergenti come Serbia e Turchia. Si spera ora di poter affrontare la campagna commerciale 2022-2023 con strategie e decisioni a tutela della redditività dei produttori, puntando su qualità e innovazione.