

Il PD attacca. A sollevare la questione il parlamentare veronese Gianni Dal Moro
Verona è in fermento considerando che non solo si è in procinto di rinnovare l’amministrazione comunale, ma si avvicina anche il cambio del consiglio di amministrazione di Veronafiere. Proprio in merito a quest’ultimo è stata sollevata qualche polemica, perché nonostante si parli di una procedura chiaramente legittima, è stata definita scorretta dagli avversari di Sboarina, ma spieghiamo perchè. Per il rinnovo del Cda dell’ente fieristico, saranno giustamente i soci a scegliere le figure più idonee, però il socio che detiene il 40% delle quote e di conseguenza quello di maggioranza, è proprio il Comune di Verona. Scegliere di cambiare il Consiglio adesso a ridosso delle elezioni, potrebbe considerarsi scorretto e a sollevare la questione è stato Gianni Dal Moro, parlamentare veronese del PD, candidato al consiglio comunale all’interno della coalizione del candidato sindaco Damiano Tommasi. Preoccupante secondo Dal Moro il desiderio di mettere le mani sulla Fiera da parte del Comune di Verona e ha dichiarato apertamente di essere contro l’annuncio dell’imminente cambio dei vertici di Veronafiere, considerando che il tempo c’è, anche dopo l’elezione del nuovo sindaco. Farlo con quasi due mesi di anticipo e prima delle elezioni vorrebbe dire porre mano al vertice e al Cda della Fiera in base ad accordi spartitori pre-elettorali, frutti del compromesso per sostenere la ricandidatura dell’attuale sindaco Sboarina. Affermazioni che trovano assenso anche da parte del candidato Flavio Tosi, silenzio invece per Sboarina.