

Parte la fase due dopo l’acquisizione, approvata in Consiglio, sulla Val Borago
Il Comune di Verona ha chiesto alla Regione Veneto che Val Borago sia riconosciuta ufficialmente un Sito di Interesse Comunitario. Il fine è che possa essere capofila nella valorizzazione e gestione dell’area e della sua biodiversità, attraverso il Museo di Storia Naturale. Un passaggio storico, in accordo con i Comuni di Negrar e Grezzana, che permetterà di tutelare e conservare la ricchezza naturalistica del bosco, con tutte le sue specie di flora e fauna. Dopo l’acquisizione approvata in Consiglio comunale, per far proseguire l’iter si attende che anche Per far proseguire l’iter si attende che il Comune di Negrar faccia lo stesso passaggio in Consiglio, con l’acquisizione della sua quota. Nel frattempo è già partito il primo studio approfondito dell’habitat naturale della vallata. Il progetto “YouFAB – Fondo Alto Borago” riguarda un’area di 989 ettari, che si estende a nord dei quartieri di Avesa e Quinzano fino a Montecchio di Negrar. L’obiettivo è promuovere la conservazione della biodiversità della zona, attraverso il coinvolgimento dei cittadini, delle comunità locali e delle imprese del territorio. L’area boschiva fra i Comuni di Negrar e Verona, rischiava di essere trasformata in un’area ad uso agricolo per la realizzazione di vigneti. Per impedire che ciò avvenisse si era sollevata l’opinione pubblica e il compendio era stato acquisito da Intesa San Paolo S.p.a., intenzionata, con tale operazione, a sostenere la crescita inclusiva e sostenibile del territorio. L’Istituto ha ora ceduto al Comune di Verona la quota che insiste sul territorio del capoluogo scaligero, che ne manterrà la fruizione pubblica. Un traguardo raggiunto, come ha sottolineato l’assessore all’Ambiente, che afferma come grazie alla collaborazione di molti e al lavoro di squadra è stato salvato un compendio unico e prezioso dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.