

Parona
Un pomeriggio di festa e comunità: martedì 3 giugno scorso il parco dell’oratorio di Parona si è riempito di sorrisi, risate e colori per sostenere le scuole del quartiere in un momento di grande cambiamento. La festa, organizzata dai genitori della scuola elementare ‘Zorzi’ e le scuole medie ‘Canuti’ ha visto grande partecipazione straordinaria di famiglie, bambini e associazioni locali, uniti da un unico obiettivo: proteggere e valorizzare la scuola del territorio, in un periodo segnato dalla riorganizzazione della rete scolastica della zona Nord Ovest di Verona. Dal prossimo anno, infatti, le scuole di Parona passeranno all’IC4 Ponte Crencano-Quinzano-Avesa, mentre l’attuale IC2 diventerà Saval-San Zeno. Un riassetto che, seppur deciso in base al bacino d’utenza e alle scelte delle famiglie, ha colto molti genitori impreparati, informati solo a giochi fatti e con conseguenze significative: gli studenti iscritti all’indirizzo musicale, storicamente legato alla scuola di Parona, si sono ritrovati a dover scegliere se proseguire al Saval o rinunciare al percorso scelto. Una situazione che ha lasciato l’amaro in bocca, soprattutto per il legame profondo che il quartiere ha con la sua scuola e il suo indirizzo musicale, da sempre fiore all’occhiello del territorio. La festa è stata dunque un’occasione non solo per raccogliere fondi, ma per ribadire con forza che Parona c’è, e che intende portare avanti i progetti che danno valore alla scuola: il corso di musica con insegnanti esterni, il progetto di inglese tanto apprezzato dalle famiglie, e altre attività che rischiano di scomparire nel passaggio all’IC4. I fondi raccolti serviranno proprio a questo: arrivare a settembre pronti, con idee e risorse da proporre alla nuova dirigenza, dimostrando che la comunità è compatta e determinata a difendere la propria identità scolastica. Il clima della festa ha testimoniato questo spirito: un forte senso di appartenenza, di orgoglio e di volontà di partecipare al futuro della scuola e del quartiere. Un segnale chiaro, da parte di un’intera comunità che non vuole subire passivamente i cambiamenti, ma essere protagonista delle scelte che riguardano i propri figli e il proprio territorio.