
A cura di Claudio Gasparini
E’ nata nell’est veronese ma non ha mai mantenuto le radici. Dopo la giovinezza e la prima età adulta fatte di studi ad indirizzo economico che la volevano portare al classico “lavoro sicuro”, Marica ha ceduto alla voce interiore che le chiedeva altro. La curiosità verso l’arte e tutto ciò che la catturava l’hanno resa una donna eclettica che ha scelto di lasciare le certezze per le incertezze, convinta che seguire la voce della sua anima e del cuore le avrebbero dato ragione. Il suo più grande desiderio era fondere il suo lavoro con la sua essenza, farli diventare una cosa sola. Ha trovato nella fotografia la sua espressione, il mezzo attraverso cui convergono tutte le sue passioni: la poesia, l’arte in tutte le sue espressioni, il teatro, la musica, la letteratura, l’esoterismo, la psicologia, la scrittura, per citarne alcune. “Non ho fatto studi di fotografia, – racconta Marica Preto -. Ricordo che la prima volta in cui mi sono ritrovata con una macchina fotografica tra le mani avevo il terrore di romperla. Giorno dopo giorno mi sono impegnata a conoscerla, a coglierne le potenzialità, a capire cosa mi mettesse a disposizione e come io potevo darle vita e interagire con lei”. Crede nell’unicità di ogni persona, sia nella vita che nella professione. Questo atteggiamento la rende serena e in equilibrio con sé stessa, consapevole dei suoi limiti e delle sue potenzialità, di quanto ancora e sempre vuole crescere, anche sbagliare per imparare, del suo bisogno di avere fame di vita ma di saper accogliere anche e soprattutto i momenti di fermo, di vuoto, di silenzio, di dolore, di nulla, di tempo, indispensabili per creare nuovo spazio ma anche per stare con sé stessa e, capire, sentire e vivere. Marica, che oggi vive a Verona, esprime tutto questo con la sua fotografia e non solo. Attraverso progetti che nascono da gestazioni interiori. Crede nel valore delle regole per poterle infrangere con coscienza. Vive la scena in scena, nel mondo dell’arte e dello spettacolo realizzando progetti fotografici frutto di un’intensa esperienza personale nell’ambito del teatro, attraverso l’ideazione e conduzione di rassegne e contributi tecnici e artistici alle produzioni teatrali. Donne che non posano ma si donano attraverso il linguaggio corporeo. Ha, inoltre, sviluppato il progetto ‘Resta Viva’ quale supporto in terapia attraverso la fotografia, rivolto a professionisti e terapeuti che si occupano della relazione d’aiuto. “Il corpo fisico può portarci in conflitto o in armonia con la nostra identità – dichiara Marica -. Amo esplorarlo e scoprirne la bellezza intrinseca per dare voce al corpo interiore. Le mie fotografie vogliono cogliere la diversità e l’inaspettato promuovendo un dialogo aperto sulla femminilità, sull’accettazione di sé e l’autoespressione. L’arte è nutrimento, il corpo è vulnerabilità e la fotografia diventa un potente strumento comunicativo per raccontare ogni volta una storia unica con immagini che restituiscono intimità e concettualità.”