

Paoloni (Sap): “finalmente non finiremo più sotto
processo per avere fatto il nostro dovere”.
«Varato dal Consiglio dei Ministri è stato previsto che gli operatori delle forze dell’ordine nello svolgimento delle loro funzioni, qualora sussistano cause di giustificazioni del reato, quali la legittima difesa, l’adempimento di un dovere o lo stato di necessità, non riceveranno più l’avviso di garanzia. Da adesso, come da tempo richiesto dal nostro sindacato, saranno sottoposti solo a verifiche di garanzia, mantenendo comunque la possibilità di accedere alle prerogative previste per
l’indagato, ossia la partecipazione con propri delegati ad eventuali accertamenti tecnici o incidenti probatori». Lo ha affermato il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, all’indomani del via
libera al nuovo pacchetto sicurezza varato dal Governo. «Effettuate le verifiche di garanzia – ha proseguito Paoloni – trascorsi 120 giorni, il pm dovrà proporre la richiesta di archiviazione oppure, se individuate delle responsabilità, contestare il capo di imputazione. È un grandissimo risultato che consentirà agli operatori delle forze dell’ordine di non essere più messi sotto processo per avere svolto il loro dovere. Sono numerosi i casi negli ultimi tempi dove nostri colleghi hanno rischiato la vita nell’adempiere al loro dovere e si sono trovati poi sotto processo: dai colleghi coinvolti nelle scorse settimane nelle sparatorie di Rogoredo al Maresciallo di Villa Verucchio, senza dimenticare la tragedia in cui ha perso la vita il Brigadiere capo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie. Inoltre – ha precisato il Segretario Generale del SAP – in questo nuovo Decreto hanno trovato posto importanti novità in merito alla tutela dell’ordine pubblico per contrastare i professionisti del disordine.
Non solo, vengono forniti agli operatori delle forze dell’ordine strumenti essenziali anche per il contrasto delle baby gang e dell’immigrazione».
Sindacato Autonomo di Poliziaufficio stampa