

Agricoltura e UE
“In Veneto, su 55.000 domande di contributo, ben 23.000 sono presentate da agricoltori over 65: si parla di oltre il 40% dei beneficiari regionali, spesso titolari di piccole aziende a conduzione familiare. Escluderli dai sostegni significa tagliare fuori una fetta fondamentale della nostra agricoltura, per un impatto stimabile in circa 40 milioni di euro annui solo per il Veneto – sottolinea Caner –. Penalizzarli in nome di un presunto ricambio generazionale, senza offrire alternative concrete, è profondamente ingiusto e irresponsabile”. Secondo i dati Istat, sono almeno 132mila i pensionati agricoli in Veneto, con una pensione media mensile di 885 euro. “Se questi sono i numeri possiamo solo immaginare quanto esteso sia il fenomeno su scala nazionale – avverte Caner –. Il rischio più grande, è l’effetto domino: le aziende chiudono, i giovani non subentrano perché le politiche europee le rendono economicamente insostenibili, e nel frattempo si spalanca la porta a soluzioni che nulla hanno a che fare con la nostra cultura rurale, dal cibo sintetico alla manodopera a basso costo da Paesi terzi. La Commissione dice di voler favorire i giovani – conclude Caner – ma poi propone contributi da massimo 3.000 euro annui per chi sceglie colture di nicchia: è una contraddizione palese. Come Regione siamo al fianco dei nostri agricoltori, e faremo sentire la nostra voce anche in sede europea per fermare queste derive che minano il futuro della nostra agricoltura”.