

La storia del ‘Dolce Licenza’
In occasione dell’appena passato ‘Tiramisù Day’, la giornata che in tutto il mondo omaggia il celebre dessert italiano, la scoperta della Tiramisù World Cup è stata trovata la ricetta che anticipava quello che sarebbe poi diventato il dolce al cucchiaio più famoso nel mondo. “Mi chiamo Sandra Micheletto, per tutti ‘Ducci’. Sono nata a Sacile nel 1929. Questi sono due libri scritti a mano che ho portato dalla casa di famiglia nel giorno del mio matrimonio e in uno è contenuta la ricetta della suocera di mia madre che, fra i dessert che serviva nella sua trattoria di Sacile, aveva il ‘Dolce Livenza’”. A queste parole, la compianta signora Sandra (mancata nell’agosto del 2024) accompagna la visione di un vecchio testo in cui si legge la ricetta di quello che – a tutti gli effetti – può essere considerato l’antenato del Tiramisù. Qualche differenza con la versione odierna, certo, ma sono tutte modifiche alla versione originale, proprio come oggi la conosciamo. Rispetto alla ricetta celebrata in tutto il mondo, quella dell’antenato prevede dosi e varianti che ancora possiamo ritrovare nel Tiramisù, esattamente come avviene in ogni creazione dei partecipanti alla TWC e in ogni famiglia in Italia e nel mondo. Ecco allora che, al posto del mascarpone, troviamo l’uso della panna montata; al biscotto savoiardo, (ancora poco usato in zona, al tempo) veniva preferito il pan di Spagna. Si suggeriva, inoltre, di aggiungere rum oppure cognac (oggi taluni usano il Marsala), sebbene nella ricetta originale non sia previsto alcun utilizzo di alcol. Ci sono alcune differenze rispetto a come conosciamo oggi il Tiramisù, dunque, ma sono varianti che ancora si ritrovano nelle abitudini di molti amanti del famoso dessert tricolore.