

Il rapporto della fondazione Zanotto lo conferma. Situazione denunciata da tempo dallo Spi Cgil
Il rapporto sui medici di medicina generale realizzato dalla Fondazione Zanotto su iniziativa dell’Osservatorio sulle disuguaglianze in collaborazione con Fimmg e Cooperativa Salute e Territorio, conferma le criticità che come Spi Cgil Verona denunciamo da molto tempo. La mancata programmazione dei servizi sul territorio, la preoccupante carenza di personale, la sostanziale assenza di organizzazione sono vulnerabilità irrisolte che impediscono al sistema delle cure primarie di rispondere con efficacia ai bisogni dei cittadini, in particolare degli anziani. Nel rapporto si evidenzia che il ben noto fenomeno delle ‘zone carenti’ di medici di medicina generale va a braccetto con il sovraccarico degli ambiti limitrofi. La carenza di medici, accentuata dal mancato ricambio di chi va in pensione, crea in molti Comuni del veronese situazioni in cui il bacino di utenza per ogni medico di base è di duemila, tremila, quattromila o anche di seimila cittadini residenti over 15. Nel veronese l’ultimo ‘bando’ di Azienda Zero finalizzato a ‘reclutare’ nuovi medici di base a copertura delle zone carenti, ha raccolto la disponibilità di appena 36 professionisti. L’altra criticità confermata dalla ricerca riguarda l’estrema arretratezza nello sviluppo di forme associative tra medici di medicina generale: il 28% dei medici di base veronesi lavora ancora singolarmente oppure è parte di una rete troppo blanda per assicurare l’approccio multidimensionale di cui ha bisogno la medicina territoriale moderna.