

Dati alla mano che dimostrano l’efficienza della macchina di accoglienza
La situazione Russia-Ucraina non migliora e di giorno in giorno aumenta sempre di più il numero di profughi che scappano dalla guerra e arrivano in territorio italiano. Il Veneto al momento è una delle regioni più attive, che possiede una macchina di accoglienza e assistenza che gira a pieno regime, proprio come ha commentato il governatore Luca Zaia nella sua quotidiana analisi della situazione. Non ci dobbiamo dimenticare che il Covid è ancora nelle nostre vite e l’arrivo di un così alto numero di profughi avrebbe potuto mettere a repentaglio la situazione al momento stabile nel nostro territorio. Ma tutto procede a gonfie vele e anche da un punto di vista sanitario il Veneto se la sta cavando eccellentemente. Nel resoconto fatto da Zaia di ieri mercoledì 16 marzo, si è potuto constatare come i tamponi eseguiti all’arrivo dei rifugiati ammontano a 7568 e al momento il tasso di positività è del 2,22%. Considerando inoltre che il nostro Paese non riconosce la validità del vaccino Sputnik, da giorni ormai l’invito agli ucraini è quello di prestarsi alla somministrazione e attualmente i profughi vaccinati con la prima dose sono 756. Un buon numero che al momento permette di avere la situazione completamente sotto controllo.