

Ogni settimana, negli ospedali di Borgo Trento e Borgo Roma, circa 230 pazienti si sottopongono a dialisi, un trattamento essenziale per chi soffre di insufficienza renale grave. Un percorso impegnativo, che prevede sedute di almeno quattro ore per tre volte alla settimana, ma indispensabile per la loro sopravvivenza.
Giovedì mattina, a portare un momento di vicinanza e conforto a questi pazienti, è stato il Vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili, che ha fatto visita ai reparti di dialisi. Un incontro all’insegna del dialogo e della solidarietà, con l’intento di offrire sostegno morale e spirituale a chi affronta questa difficile routine.
Il quadro della dialisi a Verona
In tutta la provincia di Verona si contano circa 500 pazienti dializzati, su un totale di 50 mila a livello nazionale. Di questi, la metà viene seguita negli ospedali cittadini, mentre gli altri ricevono cure nelle strutture territoriali dell’Ulss 9 Scaligera. La dialisi rappresenta una delle voci più onerose per il Servizio sanitario nazionale, con un costo annuo di circa 40 mila euro per paziente, assorbendo il 2% del budget sanitario italiano. Tuttavia, è un trattamento essenziale per garantire la sopravvivenza in attesa di un possibile trapianto di rene.
Presso l’ospedale di Borgo Trento sono disponibili 34 posti letto attrezzati con 48 dializzatori, dispositivi che filtrano e purificano il sangue prima di reintrodurlo nell’organismo. A Borgo Roma, invece, i posti letto per la dialisi sono 30. Il reparto di Nefrologia ha già trovato collocazione nella nuova sede del padiglione 14, mentre gli ambulatori, ancora situati nell’ex Geriatrico, saranno trasferiti nell’ambito del piano di riorganizzazione della struttura.
Le parole del Vescovo e della direzione ospedaliera
La visita del Vescovo Pompili è stata accolta con grande calore dai pazienti e dal personale sanitario. Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Callisto Bravi, ha sottolineato l’importanza dell’incontro: “Accogliamo sempre con gioia la visita del Vescovo nei nostri reparti. Il benessere delle persone non riguarda solo l’aspetto clinico, ma anche quello psicologico e spirituale”.
Monsignor Pompili ha espresso parole di vicinanza e comprensione per i pazienti: “Non servono molte parole, la mia presenza vuole essere un segno di vicinanza a queste persone, che affrontano un percorso difficile con grande forza. La lunga attesa durante la dialisi è un momento delicato, che deve essere vissuto nel massimo rispetto, ma anche con il supporto necessario per garantire serenità e conforto. Il sostegno, anche a livello psicologico e spirituale, è fondamentale, nel pieno rispetto delle convinzioni di ciascuno”.
Un messaggio di solidarietà e speranza, che ha lasciato un segno profondo nei cuori di pazienti e operatori sanitari.