

Il 51enne si è spento a causa di una grave malattia. La moglie si è scontrata con la realtà delle barriere architettoniche e dei pregiudizi
Nadia Gasparini, vedova da un mese del marito cuoco Marco Manganotti, vuole lanciare un messaggio chiaro per il rispetto delle persone che soffrono di obesità e dei loro diritti. Marco infatti, si è spento all’età di 51 anni a causa di una grave malattia. Era sovrappeso, pesava 180 chili e per anni, ha lottato contro questo male e le relative patologie legate quali diabete, ipertensione arteriosa e insufficienza renale. Avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento di chirurgia bariatrica per ridurre la dimensione dello stomaco, ma a Maggio ha scoperto di avere un cancro al colon in fase avanzata. Le ultime volontà di Marco, erano quelle di voler essere sepolto in un loculo nel cimitero di Ca’ di David con i suoi genitori. Una volta contattati i servizi funebri però, la moglie si è scontrata con la realtà delle barriere architettoniche. Ci spieghiamo meglio: non è stato possibile scegliere il feretro perché quello adatto a contenere la salma di Marco era di un solo tipo e il prezzo era esorbitante. Si è pensato allora alla cremazione, via impraticabile anche questa perché la porta del forno crematorio è troppo piccola per una cassa così grande. Ora Marco si trova sotto terra, dove riposa sì in pace, ma non secondo le sue volontà. Sulla questione, interviene il dottor Riccardo Dalle Grave, responsabile dell’Unità di riabilitazione nutrizionale della casa di cura Villa Garda, sottolineando che servono delle soluzioni per non far sentire i pazienti affetti da obesità, un problema.