

Conosceva il sequestratore, un marocchino 52enne. Seminuda e senza telefono, è stata picchiata perché rifiutava rapporti
Si era trasferita da poco nell’Est veronese, aveva raggiunto un casolare abbandonato e occupato abusivamente da alcuni cittadini marocchini e proprio lì, una giovane donna di 27 anni, aveva conosciuto Mohammed Mobsit, un 52enne già conosciuto alle Forze dell’Ordine. Non erano fidanzati, era solo buoni amici che si ‘divertivano’ a sniffare cocaina insieme. L’uomo però, per circa una decina di giorni, ha segregato la ragazza in una stanza senza finestre, priva di vestiti e telefono per non farla scappare o chiedere aiuto. Veniva anche picchiata perché si rifiutava di avere rapporti sessuali con lui. L’incubo finì il 5 agosto scorso, quando la donna riuscì a scappare e a fermare un giovane di San Bonifacio per strada. Nell’immediato fu trasportata all’ospedale di Borgo Roma, dove i medici hanno riscontrato contusioni multiple causate dalle numerose percosse. Secondo gli esperti, il suo sequestratore aveva l’obiettivo di farla diventare una sorta di schiava. Il 52enne, ha provato a scappare ma alla fine, si è lasciato ammanettare. Il pm Federica Ormanni gli ha contestato il sequestro di persona, le lesioni e la rapina. In più, ha disposto il trasferimento in carcere e chiesto l’applicazione della custodia cautelare. L’uomo resta in carcere.