
Calano le vaccinazioni e tornano le malattie dimenticate.
I numeri non lasciano adito a dubbi. Su scala globale, in un cinquantennio le vaccinazioni hanno salvato 154 milioni di vite. In Europa i risultati non sono meno eclatanti. Grazie alle vaccinazioni, la Regione europea dell’Oms “è rimasta indenne dalla poliomielite endemica dal 2002”, dal “2000 al 2024, i casi di rosolia sono diminuiti di oltre il 99%, quelli di difterite del 90% e quelli di parotite del 95%”, ricordano le tre istituzioni europee. Tuttavia ci sono segnali di allarme: come conseguenza del calo delle coperture vaccinali, nel 2024 sono stati registrati 298 mila casi di pertosse e oltre 127 mila di morbillo, il numero più alto degli ultimi 27 anni. Situazione simile in Italia. Il morbillo, ad esempio, è ancora ben presente e circolante nel nostro paese, con 529 casi registrati nel 2025. L’Hpv, o Papillomavirus umano, l’agente responsabile di diversi tumori come quello del collo dell’utero, è uno degli esempi di quanto possano essere ambiziosi gli obiettivi perseguiti attraverso le vaccinazioni. “L’eliminazione del cancro cervicale nell’Ue e nello Spazio economico europeo sta diventando un obiettivo raggiungibile, grazie ai programmi di vaccinazione contro l’Hpv”, ha dichiarato il responsabile dell’Unità Malattie a Trasmissione Diretta e Malattie Prevenibili con Vaccino dell’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), Bruno Ciancio.