

Spalletti ok, le due romane non convincono, bocciata la Dea. Alla fine il Cagliari saluta la A
L’ultimo ballo di questa Serie A, ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Dopo 90’ di speranze, alla fine la lotta meneghina viene vinta dal Milan che conquista così, il suo 19esmo scudetto dopo ben 11 anni dall’ultima volta. I rossoneri nelle ultime 5 gare, quelle più difficili almeno sulla carta, hanno dato grande prova di solidità e di gruppo: ha vinto il lavoro e il duro sacrificio di ogni giocatore, ha vinto chi è andato contro i propri limiti, chi ci ha creduto di più, ha vinto l’unico allenatore che è riuscito a dare costanza e coerenza ad una squadra mai partita favorita, ma in grado di sopperire alla latitanza continua di Rebic e Ibrahimovic e a quella intermittente di Giroud, decisivo comunque con Inter, Napoli e nella sfida scudetto col Sassuolo. Chi vive di rimpianti invece è l’Inter. Vince nettamente contro la Samp nell’ultima gara della speranza, ma è impossibile non pensare a quella fatidica e decisiva partita contro il Bologna e a quelle contro Sassuolo, Torino e Fiorentina senza Brozovic che con il senno di poi, sono costate carissimo. Inzaghi può essere comunque soddisfatto del suo lavoro perché al suo primo anno sulla panchina nerazzurra e orfano di pedine importanti come Hakimi, Lukaku e Eriksen, ha conquistato gli ottavi di Champions dopo 11 anni, una Supercoppa e una Coppa Italia. Il Napoli con Spalletti in panchina, ha migliorato di 2 punti lo score di un anno fa ed è entrato in Champions come terzo della classifica. Stagione molto negativa per la Juve che per la prima volta dopo un decennio, chiude la stagione con ‘zero tituli’. Certo, la partenza mai sostituita a dovere di Ronaldo non ha aiutato, così come l’infortunio di Chiesa, ma i problemi di Allegri sono stati anche altri. Sarà una Juve tutta da reinventare quella del prossimo anno dunque. A tornare in Europa dopo 5 anni e dopo una partita vinta meritatamente proprio contro la Juventus, è la Fiorentina che grazie a mister Italiano, in classifica registra anche 22 punti in più rispetto all’anno scorso e con un Vlahovic in meno. Dalle due romane invece, ci si poteva spettare sicuramente qualcosa in più. La Lazio chiude al quinto posto, ma con 4 punti in meno rispetto all’anno scorso. Questo Sarrismo, non funziona ancora al 100%. Mou invece, riaccende l’entusiasmo guadagnandosi una finale di Conference League. Delude l’Atalanta di Gasp che non approda nel suo habitat naturale, quello dell’Europa, dopo 5 anni. La favola più bella però, ce l’ha raccontata la Salernitana, salva all’ultimo giro di boa: un miracolo a cui nessuno credeva e un’impresa sognata e voluta da un intero popolo. Nicola, dopo l’impresa di Crotone e con gli occhi lucidi perché sa che parte di questo successo è suo, entra nella storia nonostante la pesante sconfitta contro l’Udinese. Decisivo il pareggio del Cagliari contro il Venezia che ora, dovrà ricominciare dal campionato cadetto. È stato un gran campionato, il più combattuto degli ultimi anni. La vittoria di un calcio che comincia a funzionare e torna a far emozionare. Grazie!