

“Le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto”. È la conclusione cui è giunto il comitato di esperti dopo la riunione all’ospedale Monaldi di Napoli organizzata dall’Azienda ospedaliera dei Colli, aperta alla partecipazione dei maggiori specialisti in campo pediatrico. Gli esperti sono giunti al Monaldi dal Bambino Gesù di Roma, dall’Azienda Ospedale Università di Padova, dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e dal Regina Margherita di Torino. Gli specialisti delle strutture italiane con i maggiori volumi in termini di trapianto pediatrico hanno svolto una rivalutazione congiunta al letto del paziente. Da due mesi il bambino vive attaccato all’Ecmo, la macchina che supporta la funzione cardiaca e polmonare dopo il fallito trapianto dello scorso 23 dicembre, su cui stanno indagando la magistratura, i Nas e gli ispettori del ministero. Carlo Pace Napoleone, direttore di Cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite al Regina Margherita di Torino, uno degli esperti dell’Heart Team, spiega: “Riteniamo che il bimbo non sia più in condizioni di poter sopportare un nuovo trapianto di cuore. E abbiamo redatto un comunicato. Il piccolo è veramente in condizioni gravissime e non riteniamo che sia in grado di sostenere un intervento così”.