

Numerosi gli interventi nell’incontro tenutosi ieri a piazza Montecitorio
Si è svolto ieri mattina il convegno ‘Eutanasia: vite da scartare? Il dovere della società di fronte alla sofferenza’ organizzato da Pro Vita & Famiglia Onlus e Euthanasia Prevention Coalition a piazza Montecitorio. Numerosi i presenti, soprattutto considerando che il tema del suicidio assistito è caldo e dibattuto all’interno delle Camere che ancora una volta divise tra pro e contro decidono di rinviare l’approvazione o meno della legge. In questo convegno, organizzato per esprimere il dissenso a tale pratica interviene il Cardinale Giovanni Battista Re che afferma che l’eutanasia va nella direzione opposta dell’amore, della vicinanza, dell’ascolto e del sostegno necessario a chi soffre e si trova in situazioni estreme. È necessario che lo Stato intervenga in modo adeguato con aiuti e risorse per i malati e per i suoi familiari, ma il suicidio assistito non è compreso. Anche Massimo Gandolfi, presidente dell’Associazione Family Day ci tiene a sottolineare che la medicina è nata e sussiste per la “difesa della vita, la cura della malattia, il lenimento del dolore” e il Ddl proposto all’interno del quale la stessa medicina sarebbe il tramite per il fine vita, presenterebbe varie lacune e dettagli confusionari. A tal proposito è stato affrontato il discorso della pratica anche da un punto di vista burocratico, riflessioni fatte da Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale sul testo del Referendum in vista. Un tema delicato che divide non solo i parlamentari, ma anche la popolazione e resta da capire la direzione che prenderà sia il Referendum che l’eventuale legge.