

A Verona la sede operativa
Il gruppo delle consigliere comunali di Kharkiv, arrivato in città sabato sera, è stato chiamato d’urgenza dall’Ambasciata a Roma, per avviare un tavolo di lavoro con i politici in fuga dalla guerra e per gestire gli aiuti assieme alla Fao-Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Una notizia importante, perchè è stato richiesto che la sede operativa del nuovo ‘governo’ stanzi a Verona. La città scaligera sarebbe chiamata ad essere punto di prima accoglienza per l’eventuale arrivo di nuovi amministratori ucraini. L’Amministrazione comunale aveva già individuato alcuni appartamenti dove le donne con i loro bimbi avrebbero potuto rimanere, ma la telefonata ha avuto la priorità assoluta per le consigliere comunali, in fuga dalla guerra ma desiderose di aiutare il loro Paese anche da fuori confine. La scorsa settimana, infatti, a Kharkiv, il sindaco e la vicesindaco, intuendo l’imminente bombardamento della città, avevano spedito una delegazione di amministratrici donne, con al seguito i propri figli, verso Leopoli. Il sindaco Sboarina commenta: «Abbiamo accolto la delegazione e garantito tutto il supporto di cui aveva bisogno – e continua – Siamo orgogliosi che l’Ambasciata abbia pensato alla nostra città, prima come hub nazionale per la raccolta dei beni di prima necessità da inviare in Ucraina e ora come centro operativo di questo nuovo ‘governo’ che dall’Italia lavora per il popolo ucraino».