

SWG ha messo a confronto l’elettorato del 2018, rispetto a quello del 2022
In occasione delle appena concluse elezioni parlamentari, SWG ha realizzato un’analisi dei flussi di voto per ogni partito, rispetto al 2018. Importante sottolineare che i valori espressi in percentuali, sono un’elaborazione di dati rilevati tra il 23 e il 25 settembre 2022, prendendo a campione 3500 residenti sul suolo italiano. I dati sono stati poi riponderati sulla base dei dati del Viminale. Iniziamo da Fratelli d’Italia: metà dei voti in entrata provengono dal Centrodestra, il 17% dal M5S. I consensi sono passati dal 4,3% nel 2018 al 26,1% nel 2022. Passiamo alla Lega, dove 4 suoi elettori su 10 del 2018 sono confluiti in Fratelli d’Italia, qui si passa da un 17,4% nel 2018 al 8,9% nel 2022. Per quanto riguarda Forza Italia, gli elettori hanno ceduto oltre un terzo del voto a Fratelli d’Italia, mentre il flusso su Azione-IV è stato molto contenuto. Si è passati da un 14% nel 2018 all’8,1% nel 2022. Spostiamoci al Centrosinistra con il Partito Democratico, dove Azione-IV toglie il 12% dei consensi, ma il recupero c’è stato dal bacino del M5S, i consensi sono rimasti a grandi linee invariati, nel 2018 c’erano il 18,7% dei consensi, mentre nel 2022 arriviamo a 19,1%. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, dopo aver portato al voto i disillusi nel 2018 – che erano 32,7% – il partito ha sofferto di una forte uscita verso l’astensione, arrivando a 15,3% nel 2022. La percentuale mancante si è per lo più spostata verso il Centrosinistra secondo l’analisi. Concludiamo con Azione – Italia Viva, dove una larga parte del consenso è arrivata dal Pd e da altre forme del Centrosinistra, ma è stata rilevante anche la quota degli ex astensionisti.