

Il quadro di Uila-Uil riunitasi in congresso a livello regionale e provinciale. Necessario rilanciare
La Uila, Unione Italiana dei Lavori Agroalimentari si è riunita a San Giovanni Lupatoto per un congresso regionale e provinciale. Importante prima di tutto sottolineare che il Veneto detiene sicuramente un record per via di aziende agricole, che sono ben 61.397 e la città scaligera ne rappresenta il 25% con 15.068 in tutto il territorio. Facendo riferimento ai lavoratori è stato sottolineato che il 97,8% degli appartenenti al settore agricolo hanno un contratto a tempo determinato e gli stranieri risultano essere il 70%. Dentro queste percentuali sono presenti anche il 14% di lavoratori irregolari. Proprio in merito a questi dati Giuseppe Bozzini, segretario regionale di Uila-Uil ha sottolineato che la raccolta delle colture, i lavori nei campi e nelle tante attività della trasformazione vengono svolti sempre più da immigrati, pagati negli anni anche con voucher. Proprio per questo motivo anche il fenomeno del caporalato si è espanso e i braccianti fuggono. I lavoratori dell’Est si stanno infatti spostando verso altri orizzonti dell’Unione Europea, dove si trovano ad adempiere ai propri compiti con miglior condizioni e stipendi più elevati. Negli anni i lavoratori del settore stanno diminuendo a migliaia e il rischio è che questa diminuzione cominci a evidenziarsi anche nelle aziende alimentari. Daniele Miradola, segretario territoriale di Verona e Trento ha dichiarato la necessità di rilanciare con nuovi progetti, per creare reddito, aumentare salati e soprattutto innovare. Innovazione che potrebbe tradursi in biogas, copertura fotovoltaica degli edifici agricoli e zootecnici o dei bacini idrici. Fondamentali però anche meno tasse sul lavoro e riduzione sul cuneo fiscale.