

Visita della Camera penale di Verona
Mercoledì 5 febbraio, la Camera Penale di Verona ha effettuato un sopralluogo presso il carcere di Montorio per monitorare le condizioni della struttura e le problematiche che si trascinano da anni. Alla visita ha preso parte, su invito, anche Patrizia Bisinella, capogruppo della Lista Fare con Tosi a Palazzo Barbieri, da sempre impegnata sulle tematiche legate alla vivibilità delle carceri e alla rieducazione dei detenuti.
Dal sopralluogo sono emerse alcune note positive, tra cui il miglioramento di alcune aree della struttura. In particolare, Bisinella ha potuto verificare l’avvenuta ristrutturazione dei bagni di un piano, un intervento reso possibile grazie alla donazione di piastrelle effettuata la scorsa estate in collaborazione con l’onorevole Flavio Tosi e alcuni imprenditori veronesi. La riqualificazione è in corso anche per un secondo settore.
Tuttavia, le criticità restano gravi. Il sovraffollamento si conferma un’emergenza: attualmente circa 600 detenuti sono reclusi in una struttura con una capienza di 300 posti letto, costretti a vivere in condizioni igienico-strutturali precarie. La convivenza forzata tra detenuti stranieri, tossicodipendenti e soggetti con disturbi psichiatrici, che necessiterebbero di strutture dedicate, genera forti tensioni e difficoltà per la Polizia penitenziaria, spesso al centro di episodi critici.
Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda l’assenza di programmi di formazione e lavoro. Attualmente solo 17 detenuti su 600 hanno accesso a percorsi di reinserimento, un numero estremamente basso. “Il carcere dovrebbe avere una funzione riabilitativa”, ha sottolineato Bisinella, evidenziando come la formazione e il lavoro siano strumenti essenziali per ridurre le recidive e prevenire episodi di violenza interna.
Con il recente cambio alla direzione della casa circondariale e il ritorno della dottoressa Maria Grazia Bregoli, che già in passato si era distinta per l’attenzione verso queste tematiche, si auspica un rilancio dei progetti di formazione e reinserimento.
“Garantire ai detenuti percorsi di apprendimento e opportunità lavorative significa dare un senso al periodo di detenzione e favorire un reinserimento sicuro nella società”, ha concluso Bisinella.