

Dai partiti al centrodestra, i nodi ancora aperti sulla sanità Veneta
Le difficoltà legate alle liste d’attesa sanitarie in Veneto non risparmiano critiche anche all’interno della stessa maggioranza. Se da una parte la Regione difende i numeri raggiunti, da più fronti si sollevano dubbi sul reale miglioramento percepito dai cittadini. “Abbiamo un sistema sanitario costruito sui numeri, non sui cittadini”, accusa Andrea Zanoni (Europa Verde), che sottolinea anche il calo dell’11% dei medici di famiglia registrato in Veneto dal 2019 al 2024. “Basta parlare direttamente con i cittadini per ascoltare storie di visite specialistiche che richiedono mesi, se non anni, soprattutto in ambiti delicati come la neuropsichiatria infantile”. Anche nel centrodestra emergono voci di malumore. “Sappiamo che il Veneto ha un sistema sanitario d’eccellenza, ma dire che tutto va bene non basta”, ammette Fabrizio Boron (Forza Italia). “Molti cittadini restano ore al telefono con il Cup senza riuscire a prenotare o vengono invitati a richiamare, finendo così per non essere nemmeno inseriti ufficialmente in lista. In molti casi, soprattutto per i controlli su patologie croniche o oncologiche, gli appuntamenti vengono rinviati di mesi, costringendo i pazienti a rivolgersi al privato”.