

Una panoramica sulla situazione
Nell’ultimo report di Veneto Lavoro, dell’osservatorio di Cisl Veneto, è stato riportato che le dimissioni volontarie sono aumentate del 50% nel primo quadrimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2021, ossia salite a 66.300. Sono per lo più maschi, con contratto a tempo indeterminato, occupati in buona misura con mansioni a basso contenuto professionale, nella maggior parte dei casi provenienti dai settori del commercio, turismo e servizi e di frequente in spostamento verso altri settori, e ancora uno su tre di loro è un giovane under 30. Rispetto a un campione di 4.600 dimissioni volontarie telematiche, tra i settori più dinamici emerge senz’altro il terziario, che figura essere quello in cui se ne registra il maggior numero: quasi il 38 per cento, infatti, dà le proprie dimissioni da un’impresa del commercio, del turismo e dei servizi, e magari lo fa per passare a un settore completamente differente. Per quanto riguarda il genere, le dimissioni maschili rappresentano i due terzi del totale, mentre se ci si focalizza sull’etá, significativo come per il 30 per cento si tratti di giovani con meno di 30 anni, fenomeno che può essere spiegato da una minore attrazione verso il posto fisso sentita in questa fase della vita e da una maggiore disposizione a cambiare lavoro per cogliere nuove opportunità professionali. Gianfranco Refosco, segretario generale di Cisl Veneto ha dichiaro che si può confermare come in questo momenti ci si trovi in una congiuntura di notevole dinamicità del mercato del lavoro, che non trova precedenti dal 2015 in qua. I dati infatti riportano un mercato del lavoro veneto molto vivace, ricco di opportunità lavorative che possono consentire alle persone un miglioramento delle condizioni lavorative, come confermato anche dall’elevata percentuale di immediata ricollocazione dei lavoratori dimissionari.