

L’area del ritrovamento presa d’assalto dai cacciatori di tesori
Le antiche mura del castello Morando di Bonavigo, causa siccità dell’Adige, sono state prese d’assalto da residenti e appassionati di archeologia, che sperano di ritrovare dei tesori nascosti. Questo perché la siccità sta facendo emergere numerose testimonianze del passato e i ‘cacciatori di tesori’ con tanto di metal detector tra le mani, ne approfittano per depredare il patrimonio pubblico e vendere quanto recuperato lungo le rive, al mercato nero del collezionismo. Gianni Rigodanzo, presidente dell’associazione ‘Adige Nostro’ ed ispettore onorario della Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto, ricorda che le ricerche col metal detector nella nostra Regione, sono ammesse solo per la raccolta sul territorio di reperti mobili e cimeli della prima guerra mondiale, previo conseguimento di un apposito patentino. Chi viene sorpreso ad utilizzare il metal detector, dunque rischia fino a 16 anni di reclusione. Ecco perché, proprio per evitare ripercussioni, saranno incrementati i controlli lungo il fiume. A Bonavigo si sta pensando addirittura di vietare l’accesso all’area. Le ricerche nel mentre proseguono e nei prossimi giorni, è prevista anche una prospezione subacquea, un’indagine con esperti della Soprintendenza che permetterà di conoscere le effettive misure dei resti, finora solo stimate.