

Una ricostruzione fotografica di una baby gang in azione. ANSA/ MAURIZIO VIALE
I loro difensori chiedono gli arresti domiciliari
Rapine, aggressioni, minacce e poi le immagini postate sui social, a dimostrazione del fatto di essere in grado di fare la vita dei grandi. Sono stati 3 i ricorsi discussi davanti al Tribunale dei Minori di Venezia, a seguito dei giovani delinquenti responsabili di aver formato la banda ‘QBR’ (la banda degli incappucciati di Borgo Roma). Dopo il rigetto dell’istanza presentata al gip Valeria Zancan, i legali hanno depositato l’appello dinanzi al collegio. Gli avvocati dei ragazzini chiedono gli arresti domiciliari, che potrebbero rivelarsi sufficiente a scongiurare il ripetersi di comportamenti violenti e prevaricatori, in quanto le famiglie sono disposte ad accoglierli e soprattutto a controllarli. Inoltre, chiedono la possibilità di intraprendere un percorso terapeutico mirato sull’aggressività.