
Solo 13 città fuorilegge nel 2025. Bacino padano area critica.
Lo smog nelle città italiane diminuisce, ma non abbastanza da cambiare davvero rotta. Nel 2025 sono scese a 13 le città che hanno superato i limiti giornalieri di polveri sottili PM10 (50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni all’anno) contro i 25 del 2024, i 18 del 2023 e i 29 del 2022. Quello del 2025 è dunque uno dei bilanci più positivi degli ultimi anni.Palermo ha la maglia nera, seguita da Milano, Napoli e Ragusa. La fotografia dello stato della qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia italiani è contenuta nel nuovo rapporto ‘Mal’Aria di città 2026’ di Legambiente. Nessuna città supera i valori annuali previsti dalla normativa vigente per PM10, PM2.5 e biossido di azoto. Guardando al 2030 con la revisione della Direttiva europea sulla qualità dell’aria il 53% dei capoluoghi italiani (55 città su 103) non rispetta già ora il limite previsto per il PM10 di 20 microgrammi per metro cubo. Le più distanti dall’obiettivo sono Cremona, Lodi, Cagliari, Verona, Torino e Napoli. I casi più problematici sono Monza, Cremona, Rovigo, Milano, Pavia, Vicenza. Il bacino padano resta una delle aree più critiche a livello europeo per la qualità dell’aria. Il report dedica un focus a quest’area da cui emerge che mentre un tempo le massime criticità si concentravano nelle grandi città, oggi piccoli e medi centri urbani e rurali risultano sempre più inquinati, anche a causa degli eccessi dell’allevamento intensivo.