

No alle cure fai da te con antibiotici.
Le sindromi parainfluenzali, che stanno circolando numerose in questi giorni, possono essere debilitanti e non si devono sottovalutare perché, sebbene meno aggressive dell’influenza stagionale provocano sintomi respiratori e gastrointestinali. Nello specifico il paziente viene colpito da raffreddore, tosse, mal di gola, febbre, stanchezza, ma anche nausea. Le complicanze più gravi a livello respiratorio possono evolvere in bronchiti e polmoniti. Provocate da centinaia di virus diversi, il contagio delle sindromi parainfluenzali avviene per via aerea e per contatto quindi vanno rispolverate le precauzioni dettate dal Covid, anch’esso attualmente in circolazione, contro la cui diffusione abbiamo imparato a starnutire nel gomito, lavarci frequentemente le mani o usare il gel disinfettante, mantenere il distanziamento fisico di almeno un metro, indossare la mascherina se sintomatici. “Le sindromi parainfluenzali non devono allarmare, ma creano comunque uno stato di malessere generale più o meno accentuato che è possibile evitare con la prevenzione comportamentale. Una volta contagiati però, visto che i sintomi possono essere in alcuni casi dolorosi è bene consultare il medico di medicina generale o il farmacista evitando sempre l’auto assunzione di farmaci come gli antibiotici che devono essere esclusivamente prescritti dal medico – afferma Elena Vecchioni, presidente Federfarma Verona -. In caso di febbre alta il paracetamolo può essere di aiuto”. Infine si ricorda che nelle 103 farmacie veronesi abilitate al servizio (lista completa nel sito dell’Azienda Ulss 9 Scaligera) vengono effettuate su prenotazione le vaccinazioni contro l’influenza stagionale, attesa indicativamente verso dicembre.