

Ogni sera decine di musulmani si ritrovano di nascosto. L’Amministrazione, su segnalazione dei cittadini, corre ai ripari
Un’ordinanza firmata dal sindaco Sonia Biasin, vieta gli incontri di preghiera nell’ex laboratorio tessile di via Stazione, ora di proprietà dell’associazione culturale islamica ‘Assalam’. Questo perché l’Amministrazione comunale vuole porre un freno alle riunioni religiose che si svolgono al piano terra dell’edificio, in quanto non autorizzate e in contrasto con la destinazione d’uso dello stabile. Si, perché lo spazio in questione viene utilizzato come moschea. La segnalazione arriva dai cittadini, stanchi di vedere un continuo flusso di persone musulmane durante i venerdì di preghiera, dove vengono posteggiate più di un’ottantina di auto. Il Sindaco è preoccupato che questo afflusso si traduca in problemi dal punto di vista viabilistico e in disagi per il disturbo alla quiete pubblica. Il legale rappresentante della comunità islamica, Mohammed Ouad-Ialah, a tal proposito chiede un incontro con il Primo Cittadino per spiegare le finalità dell’associazione. L’Amministrazione fa sapere di non aver nulla in contrario con le preghiere, indipendentemente dalla fede religiosa, ma ci sono delle regole ed è giusto rispettarle: servono adeguamenti interni ed esterni specifici per garantire sicurezza e inoltre, i luoghi di culto devono avere a disposizione un’area privata da adibire a parcheggio. Si attendono ulteriori aggiornamenti.