

L’Italia è conosciuta nel mondo per tante meraviglie: culturali, storiche, culinarie, ma nel mese di settembre spicca in particolare il settore vitivinicolo. Infatti nel periodo che coincide con la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, in migliaia partono con la vendemmia: la raccolta dell’uva che può dare poi inizio al processo di vinificazione.
La produzione italiana di vino e mosto ha sempre avuto primati mondiali, sia nella quantità, che nella qualità soprattutto; ma facendo un focus sulle nostre regioni, a regnare con un netto distacco è il Veneto, che nel 2020 ad esempio ha raccolto più di 11 migliaia di ettolitri.
Il 2021 a differenza degli scorsi anni ha visto alcune prime diversità: innanzitutto è stata una stagione difficile a causa del maltempo che in molti settori agricoli ha messo in ginocchio migliaia di coltivatori, il settore del vino è stato toccato relativamente, perché si è verificata una diminuzione dal punto di vista della quantità (il calcolo approssimativo è stato di circa 2 milioni), ma la qualità resta sempre delle migliori. Anche i tempi di raccolta in molti casi sono stati più brevi, nonostante abbiano subito rallentamenti a cause delle piogge.
I dati effettivi di quest’anno devono ancora essere definiti, in quanto per molti ettari la vendemmia è ancora in corso o sta volgendo al termine, ma le impressioni degli intervistati che si stanno occupando della raccolta sono buone e si sono dimostrati entusiasti nell’affermare che l’uva seppur minore, è molto molto buona. Inutile dire che questo processo iniziale è fondamentale, si stabilisce infatti se l’uva sia ‘da cassetta’ o ‘alla mano’, la prima destinata all’essiccazione, richiederà una maggiore cura e attenzione nella raccolta, mentre la seconda va diretta in pigiatura.
Un lavoro stagionale a cui partecipano in molti, soprattutto i più giovani che lo utilizzano come escamotage per ricavare un po’ di soldi, un giusto compenso per la fatica quotidiana. Infatti dopo qualche sondaggio, sono in tanti a confermare che la monotonia delle azioni da svolgere, le ore in piedi e molte volte sotto il sole, sono stancanti e alla fine della giornata duole sia la mente che il corpo. Tutto dipende anche dalla stazza, il fiato e la conformazione fisica, che se più robusta colpisce maggiormente a livello di stanchezza psicologica, mentre in caso contrario a fine giornata si aggiunge anche la spossatezza muscolare.
Insomma, un’operazione che seppur faticosa, permette di raggiungere alla fine ottimi risultati e finché si aspetta il prodotto del 2021, ci si può gustare in compagnia qualche buon bicchiere di vino di grande qualità delle annate passate.
Letizia Acquistapace