
Quali sono gli obiettivi sensibili nel nostro Paese.
L’innalzamento della vigilanza su oltre 28 mila obiettivi sensibili rappresenta una delle operazioni di prevenzione più vaste degli ultimi anni, attivata dal Viminale per blindare il territorio nazionale contro possibili ripercussioni del conflitto mediorientale. Questa strategia, coordinata dal Ministro Piantedosi, non si limita alla semplice sorveglianza fisica, ma si articola in una classificazione complessa basata sul livello di rischio e sulla natura del sito. La priorità assoluta è stata assegnata alle rappresentanze diplomatiche e consolari dei Paesi direttamente coinvolti nelle ostilità. Oltre alle ambasciate e alle residenze di funzionari di alto rango di Stati Uniti, Israelee Iran, il dispositivo di sicurezza copre le sedi di organismi internazionali e uffici di rappresentanza commerciale. Per questi siti è stato disposto un rafforzamento immediato che prevede non solo il presidio fisso delle forze di polizia e, in molti casi, dell’Esercito nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, ma anche l’istituzione di perimetri di rispetto e limitazioni al traffico nelle zone limitrofe. Infrastrutture critiche e hub energetici, luoghi di culto e aggregazione culturale, nodi del trasporto e sorveglianza tecnologica. Il dispositivo di sicurezza è stato innalzato significativamente presso gli scali ferroviari, le metropolitane e, soprattutto, gli aeroporti internazionali. In questi hub, oltre alla presenza visibile di pattuglie, l’attività viene integrata dal lavoro sotto copertura dell’intelligence e dall’uso di sistemi di videosorveglianza avanzata con riconoscimento facciale, coordinati dal Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo (CASA).