

A cura di Claudio Gasparini
Bresciana di origini, veronese d’adozione, è un’artista che unisce due grandi passioni: pittura e musica. Dopo aver frequentato il liceo scientifico sperimentale artistico A. Calini di Brescia, si laurea in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera con la tesi sulla cultura afroamericana nelle arti visive e nella musica, ‘sulle note della creatività come sopravvivenza dell’anima’. Da qualche anno Stephanie infatti, aveva scoperto la black music e aveva anche iniziato a cantare nei suoi primi gruppi. Il tutto nacque dalla profonda commozione di aver udito per la prima volta la voce di Robin Brown, regina del Gospel di Atlanta, risuonare in una Chiesa durante le festività Natalizie. A Brera viene scelta per partecipare ad un Master per conseguire il titolo di Vocalist professionista presso il Conservatorio Donizetti di Bergamo, titolo che le permetterà di poter anche insegnare canto. Comincia una grande avventura che la vede collaborare negli anni con quasi tutte le scuole di musica più importanti di Verona e provincia. Gli Alligator Nail, suo storico gruppo che vanta dodici anni di storia, le dà modo di diventare autrice di diverse canzoni originali. Successivamente comincia a collaborare con Mauro Ottolini nei Sousaphonix, progetto che la vedrà sui palchi dei più prestigiosi Festival Jazz Italiani, come Umbria Jazz, Berchidda Jazz Festival di Paolo Fresu, Ravello Jazz, e molti altri. Dopo due dischi nel 2015 il viaggio più importante della vita, tre settimane in solitudine a New Orleans, dove incontrerà e collaborerà con artisti come Andy J. Forest. Indimenticabile la loro intervista a WWOZ, la radio più famosa della città. Un importante riconoscimento la farà partecipare ai più importanti festival blues d’Italia e di Spagna, Croazia, Portogallo, Francia. Sarà anche ospite per ben tre volte come cantante sul leggendario treno Orient Express. Stephanie, ha in attivo omaggi a grandi artisti molto influenti nella sua vita: Mia Martini, Lucio Dalla, Etta James, e la cantante siciliana Rosa Balistreri nel progetto Mater Mediterranea. Il prossimo sarà verso il primo performer ad averla influenzata quando era solo una bambina, Freddie Mercury e i suoi Queen. Omaggio che si sviluppa in 13 medley, uno per ogni album e in ordine cronologico, con un totale di 54 canzoni. Lo farà con i fidati compagni di viaggio Daniele Rotunno (pianoforte e arrangiamenti) e Marco Pasetto (clarinetto). Stephanie è anche professoressa di arte e immagine alle medie. Titolo che le permette di vivere e approfondire quotidianamente il suo primo grande amore, la pittura. Sono più di seicento i dipinti da lei realizzati sparsi in tutto il mondo e presenti anche nelle case di nomi importanti. Beppe Montresor, compianto giornalista veronese diceva di lei: “Ci ha folgorati sin dalla prima volta che l’abbiamo vista sul palco, Stephanie ‘Océan’ Ghizzoni, ed è un’eventualità che purtroppo, ci capita sempre più raramente. Ma la ragazza catturava inevitabilmente l’attenzione di tutti, per la disinvoltura prorompente, addirittura sfrontata come una Bessie Smith del ventunesimo secolo, con cui ‘riempiva’ il palcoscenico. Una personalità esuberante, sopra le righe nel senso migliore del termine, quello che si identifica con una musica e un’interprete che non mancano mai di creare emozione e coinvolgere contagiosamente il pubblico”.