

A cura di Claudio Gasparini
Nata a Pavia abita a Belgioioso, un paese in periferia della sua città natale. È un’insegnante di scuola primaria. Ha ottenuto l’abilitazione all’insegnamento presso l’università Cattolica di Milano, concluso tre perfezionamenti in ambito psicopedagogico e didattico ed è laureata in Scienze dell’educazione e della formazione. Michela è un’insegnante con la poesia nel cuore. È il luogo in cui si racconta in modo umile e sincero, profondo e coerente. “Credo sia stata sempre parte di me, anche se all’inizio pensavo fossero semplici pensieri messi su un foglio o in un diario. Avvertii la necessità di scrivere con costanza dopo la morte di mio padre. Un giorno, per affrontare il dolore, cominciai a ledere pagine bianche. Da allora non ho più smesso”. La poesia le permette di raccontarsi, di affrontare gli innumerevoli temi della vita nel loro manifestarsi quotidiano. I suoi componimenti sono veri e rappresentano le sue esperienze nel desiderio che possano giungere alla coscienza del lettore, in una similitudine. Michela Intropido ha ottenuto tante gratificazioni ai numerosi concorsi cui ha partecipato che le hanno permesso di credere maggiormente in quello che scrive in modo da poter divenire un valore da condividere per parlare alle persone. Tra i vari premi ricorda piacevolmente il primo riconoscimento dalla casa editrice Dantebus, la selezione per ‘Le Perle Oro Quasimodo’ ed. Aletti, la pubblicazione della sua a cui è seguita la seconda nella collana i Diamanti della poesia. Grazie al Premio Modigliani 2024 conferito dall’associazione culturale la Chimera di Lecce, ha ottenuto altri premi ed ha esposto componimenti durante diverse rassegne d’arte e poesia presso la Galleria d’arte moderna di Lecce che le hanno permesso di far conoscere ad una platea più ampia alcune mie opere. “Ricordo particolarmente Paola e Luciano Residori a cui ho dedicato la prima silloge. Luciano è un pittore veronese che ho incontrato durante una sua personale a Peschiera del Garda. È nata una profonda amicizia e una condivisone di sensibilità artistica. Ho scritto delle poesie per dei suoi quadri e così abbiamo partecipato insieme ad alcune manifestazioni: al palazzo della Gran Guardia di Verona, a Palazzo Ventimiglia di Cremona e al Poker d’arte avvenuto a Castelvecchio di Verona nella primavera scorsa. Le opere di Michela sono state apprezzate in circostanze differenti dal critico letterario Claudio Ardigò e dal critico d’arte Simone Fappanni che l’hanno invitata a partecipare ad eventi e convegni. Michela ha in previsione l’uscita di una nuova raccolta di poesie riguardanti un aspetto importante del suo essere poetessa: l’anima. “Non so cosa mi riserverà il futuro, ma so che continuerò a ricoprire il mio ruolo di docente con scrupolo e responsabilità e continuerò a scrivere poesie con passione e dolcezza. Spero inoltre che i miei componimenti siano sempre letti e ‘vissuti’ per ritrovare o scoprire un’emozione; per interrogarsi e trovare risposte o porsi altri quesiti sui temi profondi della vita”.