

Aviaria
Il Veneto raggiunge il primo posto nella poco invidiabile classifica dei focolai di influenza aviaria, registrandone ben 23. Seguono la Lombardia con 22 focolai, l’Emilia-Romagna con 6 e il Friuli-Venezia Giulia con 2. L’ultimo caso veneto è stato segnalato a Vigasio, dove un allevamento di circa 800mila galline ovaiole è stato colpito dal virus. Questo episodio rappresenta il 18° focolaio in Italia dall’inizio del 2025 e il 53° dall’avvio della stagione influenzale lo scorso ottobre. Secondo Calogero Terregino, direttore del dipartimento di Scienze biomediche comparate dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, la situazione solleva dubbi sull’efficacia delle attuali misure di biosicurezza adottate negli allevamenti. “Questo pone un punto di domanda sulle misure di biosicurezza, che potrebbero non essere più sufficienti” ha affermato Terregino, evidenziando anche la necessità di considerare l’introduzione di un vaccino per contrastare la diffusione del virus. La problematica non riguarda solo il Veneto ma coinvolge tutto il Nord Italia, dove si concentrano la maggior parte degli allevamenti intensivi. L’alta densità di animali e la frequente movimentazione tra strutture potrebbero aver favorito il propagarsi dell’infezione, nonostante i protocolli igienico-sanitari previsti. Gli esperti sottolineano che, senza interventi più incisivi, come il ricorso alla vaccinazione preventiva, sarà difficile arginare l’impatto della malattia, con ripercussioni importanti sia sul comparto avicolo sia sull’economia regionale e nazionale.