Un bambino di 11 anni, diretto a scuola, è stato costretto a scendere dall’autobus della linea 30 Calalzo-Cortina e percorrere sei chilometri a piedi sotto la neve, con temperature sotto lo zero, perché sprovvisto del biglietto da 10 euro. L’aumento tariffario, introdotto indipendentemente dalla lunghezza della tratta, è stato motivato dall’arrivo delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026. L’episodio ha acceso il dibattito sul trasporto pubblico locale in Veneto, sulle tariffe scolastiche e sull’impatto delle misure straordinarie legate agli eventi olimpici, con l’obiettivo di proteggere i più giovani e garantire sicurezza e diritto all’istruzione. Parallelamente sono state avviate anche indagini interne alla società di trasporto pubblico locale, che ha fatto sapere che l’autista è stato ‘prudenzialmente’ sospeso dal servizio. L’azienda DolomitiBus, che ha espresso sollievo per il fatto che il bambino stesse bene, ha spiegato che la corsa in questione “è stata regolarmente esercitata dall’azienda ‘La Linea Spa’ alla quale DolomitiBus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione e chiesto chiarimenti”. La famiglia ha sporto querela per abbandono di minore.