

Strage di Piazza della Loggia
La sentenza era attesa per ieri, 3 aprile, ed è arrivata. Il tribunale dei minori di Brescia ha condannato a trenta anni di carcere il veronese Marco Toffaloni. È stata dunque accolta la richiesta della pm Caty Bressanelli, la quale voleva la pena massima possibile per l’uomo ritenuto uno degli esecutori materiali della strage di Piazza della Loggia. Un uomo che va verso i 70 anni ma che all’epoca dell’attentato del 28 maggio 1974 aveva 16 anni. E per questo è stato processato dal tribunale dei minori, i cui giudici lo hanno ritenuto colpevole del reato di strage. Una condanna che Marco Toffaloni non ha ascoltato dal vivo perché il condannato si è rifatto una vita ed un nuovo nome all’estero. Marco Toffaloni è infatti oggi Franco Maria Muller, un cittadino che vive in Svizzera, Paese che non sembra intenzionato a concedere l’estradizione. È dunque probabile che il condannato non sconti neanche un anno dei trenta a lui inflitti. Una pena contro cui il suo avvocato Marco Gallina si è battuto, chiedendo l’assoluzione per incapacità di non intendere e di volere. Secondo il legale, Toffaloni “non aveva la maturità di comprendere il disvalore sociale della partecipazione alle riunioni” in cui si sarebbe pianificato l’attentato. La tesi difensiva è stata però respinta e l’imputato è stato oggi condannato. “Questa condanna certifica che tutti sapevano tre giorni prima. Mi lascia attonito che abbiamo dovuto aspettare 50 anni. Quello che emerge è un quadro complessivo in cui le ‘coperture’ erano il dovere assoluto”, ha commentato all’agenzia Agi Manlio Milani, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime di Piazza della Loggia.