

Agricoltori in allarme
Da temperature primaverili fino a 19 gradi ai meno 2 della notte scorsa che si sono toccati nelle campagne venete. Le gelate temute sono arrivate e si temono danni alle drupacee, cioè a pesche e albicocche che sono già in fiore. Le previsioni dicono, infatti, che le temperature rimarranno sotto lo zero anche nelle prossime due notti. “Come avevamo previsto, si è verificato il ritorno di freddo dopo il caldo delle scorse settimane, che ha fatto partire anticipatamente la fioritura delle piante – sottolinea Francesca Aldegheri, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Verona -. Nella mia azienda frutticola di Belfiore la temperatura è andata sotto lo zero già alle 21.30 di ieri, per arrivare a toccare i meno 2 verso le 5.30 di stamattina. Ad alto rischio sono pesche e albicocche. Le ciliegie, invece, sono ancora in una fase fenologica arretrata, così come kiwi, mele e pere. Quindi, per ora, per queste colture non dovrebbero esserci problemi. Raccomandiamo agli agricoltori di non sottovalutare questo ritorno del gelo e di azionare gli impianti antigelo dove sia possibile, se la situazione diventa critica”. In Veneto le temperature più basse si sono registrate nel Basso Padovano, con meno 3 gradi, mentre nella pianura veronese si è scesi a meno 2. Le statistiche dicono che fare il frutticoltore è un mestiere sempre più a rischio, tanto che ogni anno si perdono ettari di terreno. I dati di Veneto Agricoltura confermano anche nel 2024 la diminuzione delle superfici investite a frutteti, con cali compresi tra il 2 e 3% per le principali arboree del Veneto e ancora più nefasti per il pero, che vede una diminuzione del -13,2%.