

Una brutta figura per colpa di qualche balordo
«Sulla guerra non si deve ironizzare. Ho visto con i miei occhi il terrore negli occhi di donne e bambini che stiamo accogliendo, in fuga da una guerra assurda, che è solo a qualche ora di macchina da casa nostra». Così il sindaco Sboarina ha commentato l’orripilante striscione apparso ai cancelli dello stadio Bentegodi di Verona. A cui si è unito in giornata anche il presidente Zaia che ha aggiunto: «Indegno quello che è stato affisso fuori dello Stadio, poco prima della partita Hellas Verona-Napoli e che non ha nulla a che fare col tifo o il calcio. C’è da vergognarsi – prosegue Zaia- a lanciare simili messaggi, che non sono certamente atti di goliardia. Però ci tengo a precisare che la città di Verona non è quello striscione, anzi, è tutt’altro! Verona e i veronesi sono simbolo di accoglienza e solidarietà, e basti pensare che in questi giorni le associazioni, le istituzioni locali, le famiglie o le autorità sanitarie stanno facendo il massimo per ospitare, aiutare e curare chi scappa da questa folle guerra. Quello striscione – conclude Zaia – non si può vedere, ma ripeto: Verona non è quello striscione». Interviene anche la Società Hellas Verona FC che si fa portavoce, oggi come sempre, di un messaggio di pace, condannando qualsiasi atto, gesto ed esternazione che possano generare incitamento all’odio, la violenza e la discriminazione. Una nota ufficiale e diffusa già nel pomeriggio di ieri per dissociarsi completamente dagli autori di un simile scempio.