

Collettore del Garda
Azienda Gardesana Servizi (AGS) e i venti sindaci soci coinvolti nel progetto di rifacimento del collettore del Garda chiedono al Ministero dell’Ambiente di fare chiarezza sulla disponibilità effettiva dei fondi necessari per l’opera. Durante un incontro tenutosi in Provincia a Verona, al quale hanno partecipato anche diversi parlamentari ed europarlamentari veronesi, sono state sollecitate risposte definitive riguardo al finanziamento inizialmente promesso dal Ministro Gilberto Pichetto Fratin. A febbraio, il Ministro aveva annunciato un finanziamento di 100 milioni di euro dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), ma una recente comunicazione ministeriale ha ridotto drasticamente questa cifra a 52 milioni totali, suddivisi in 30 milioni per la sponda bresciana e 22 per quella veronese. “È necessario fare chiarezza sul destino dei 50 milioni mancanti – ha spiegato Angelo Cresco, presidente di AGS – e capire con certezza la ripartizione tra le due sponde. Il progetto veronese è pronto per partire immediatamente, mentre quello bresciano non prima del 2027. Non è una competizione, ma occorre buon senso e rapidità per salvaguardare l’ambiente e l’economia gardesana”. “Il ruolo della Provincia – ha aggiunto il presidente Flavio Pasini – è favorire un dialogo costruttivo tra Comuni e istituzioni per trovare rapidamente soluzioni efficaci e concrete”. Sulla stessa linea anche il sindaco di Bardolino Daniele Bertasi, comune capofila della richiesta dei 20 Comuni soci AGS: “Proteggere il patrimonio ambientale del Garda è prioritario. È positivo che oggi parlamentari ed europarlamentari si siano impegnati a cercare una soluzione rapida per assicurare i fondi necessari. Speriamo in risposte tempestive per iniziare quanto prima i lavori”.