

Necessari, secondo il sindacato, rinforzi anche nei distretti 1 e 2
Il raggiunto accordo tra i Sindaci del territorio afferenti ai Distretti socio sanitari 3 e 4, l’Ulss 9 Scaligera, il Sindacato dei Medici di Famiglia Fimmg e i medici di continuità assistenziale che si sono resi disponibili ad assistere i pazienti nell’ambito del nuovo servizio di ‘guardia medica diurna’ (ora denominato Servizio Medico Distrettuale), rappresenta una buona notizia. In questo modo, infatti, si concretizza la possibilità di impiegare le ex guardie mediche nel tamponare l’emorragia di medici di base, un’opportunità resa possibile l’Agosto scorso da un emendamento al Decreto Semplificazioni. Una soluzione che Spi Cgil Verona aveva da subito indicato come più efficace rispetto al semplice innalzamento del tetto degli assistiti fino ad allora sperimentato dalla Regione Veneto, seppure non sfuggano le criticità relative al decentramento delle sedi in cui i Medici Distrettuali si troveranno ad operare. Il sindacato nel contempo, auspica e chiede che il medesimo percorso possa essere compiuto anche per quanto riguarda i Distretti 1 e 2 dove la carenza di medici di base non appare meno grave. Tale condizione non appare destinata a migliorare nemmeno con la nuova tornata di assegnazioni che Azienda Zero sta eseguendo a conclusione del bando di Settembre per il reclutamento di nuovi medici di base. Appare quindi necessario che i Sindaci del Capoluogo e dell’Est Veronese si mobilitino per arrivare ad una soluzione simile a quella già adottata nei distretti della Pianura e dell’Ovest veronese. E che si riprendano gli incentivi alle aggregazioni dei medici di base in medicine di gruppo. Anche in questo compito i Comuni possono svolgere un ruolo prezioso cominciando col mettere a disposizione spazi per gli ambulatori delle aggregazioni mediche.