

Giornata mondiale prevenzione al suicidio
«Con circa 4.000 morti l’anno in Italia per suicidio, è assurdo che la politica voglia legiferare sulla morte medicalmente assistita, ignorando questa drammatica piaga e incentivando la morte di Stato. Dei suicidi non se ne parla perché significherebbe per lo Stato essere messo faccia a faccia con questa vera emergenza e dunque dover fare qualcosa di serio, di umano, di concreto. Al contrario i suicidi assistiti ricevono un’enorme copertura mediatica: pochi casi amplificati come se fossero una emergenza nazionale. Una propaganda che spinge ideologicamente per la morte procurata d’ufficio. L’unica via umana è un’altra: lo Stato dovrebbe investire nella prevenzione dei suicidi, indagandone le cause profonde e offrendo risposte concrete ai veri problemi delle persone fragili. Per prevenire i suicidi servono infatti ascolto, sostegno psicologico, reti di prossimità e un accompagnamento concreto alle persone vulnerabili, insieme a cure palliative, hospice e assistenza domiciliare per malati, famiglie e caregiver. Ma radicali e progressisti fingono di ignorare tutto ciò, pur di imporre il suicidio assistito come pratica accettata dagli italiani. In realtà è solo un ‘Cavallo di Troia’ per legiferare la morte come risposta alla sofferenza. Occorre fare molto di più per affrontare un’emergenza nazionale che colpisce migliaia di famiglie ogni anno, addirittura con oltre 7.400 suicidi nel biennio 2020-2021 (3.645 e 3.777), secondo i dati diffusi da ISS e ISTAT e con una media, negli ultimi anni, di circa 4.000 ogni dodici mesi, secondo un report della ‘Fondazione Brf – Istituto per la Ricerca Scientifica in Psichiatria e Neuroscienze’, praticamente una morte ogni dieci ore. Cifre spaventose, che mettono in luce un trend in aumento soprattutto tra i giovani under 34, con una crescita pari al +16%. È ipocrita che lo Stato e la politica si riempiano la bocca di proclami in giornate come quella Mondiale contro il suicidio.
Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus