

Usa, Russia, Ucraina
«La fossa si sta drammaticamente allargando attorno a Zelensky: le trattative tra Usa e Russia senza coinvolgimento della Eu e dell’Ucraina (a tale proposito, ma la narrativa mainstream non raccontava che si trattava di una guerra ‘privata’ tra Ucraina e Russia?) le bordate di Donald Trump sul dittatore e comico mediocre, le richieste della Casa Bianca sulle Terre rare quale prezzo di risarcimento sui miliardi investiti dal guerrafondaio Biden e quella sensazione di abbandono, pressoché totale. Per l’Ucraina e il suo presidente a mandato scaduto, si è giunti ad uno snodo cruciale, probabilmente infilati in un inglorioso cul de sac, anche perché l’Unione europea non sa né come combinarsi né come reagire. In questo drammatico quadro il New York Post ha dato alle stampe una rivelazione esplosiva: “una fonte vicina a Trump suggerisce che la soluzione migliore per Zelensky e per il mondo è che vada immediatamente in Francia”. Dritto come un missile nel Paese di Emmanuel Macron, uno dei suoi più assidui sostenitori. Per capire la parola discendente del poco amato da Trump, bisogna tenere in considerazione anche le parole di Elon Musk, che su X aveva definito Zelensky “un dittatore a capo di una gigantesca e disgustosa macchina della corruzione che si nutre dei cadaveri dei soldati ucraini”. Ha poi posto la ciliegina sulla torta avvelenata aggiungendo che “Zelensky è consapevole che potrebbe perdere in modo schiacciante alle urne nonostante abbia il controllo di tutti i mezzi di informazione e per questo ha annullato le elezioni. La verità è che la gente dell’Ucraina disprezza Zelensky. Il presidente Trump ha ragione a ignorarlo e a cercare la pace indipendentemente”. Nell’attesa della caduta del presidente che ha mandato al massacro la migliore gioventù ucraina e spedito alla malora le economie europee, non resta che ‘godersi’ l’imbarazzante balbettio di 27 polli UE auto convinti di essere aquile».
Gianni Toffali