

Europa e gas russo.
L’Unione Europea è rimasta al freddo, ma in compenso ha l’orgoglio intatto e la fesseria certificata. Mentre a Bruxelles i nostri leader firmano l’ennesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca con il petto in fuori e le tasche vuote, a Washington Donald Trump ha appena dimostrato cosa significhi mettere ‘l’America al primo posto’. Praticamente, un corso accelerato di geopolitica applicata a un Vecchio Continente che si è fatto legare, imbavagliare e svuotare il portafogli con la docilità di un agnellino. Per mesi, la linea di Bruxelles è stata una certezza assoluta: vietato toccare il gas e il diesel russo, sacrificare l’economia interna sull’altare della fedeltà e comprare il costosissimo GNL americano per ‘salvare il mondo libero’. L’Europa ha obbedito con la diligenza del perfetto lacchè, correndo a pagare bollette astronomiche pur di compiacere l’alleato. Poi, il colpo di genio del Tycoon. Con il pragmatismo di chi sa come si spenna un pollo, Trump ha firmato un mega-accordo per comprare montagne di carburante e petrolio direttamente dalla Russia. Il motivo? Proteggere gli americani dal caro vita, garantendo agli Stati Uniti energia russa a prezzi stracciati. Insomma: sanzioni per i fessi europei, affari d’oro per Washington. La triangolazione commerciale che ne consegue è una barzelletta geopolitica che fa piangere i contribuenti, ma ridere il resto del mondo. 1) L’Europa fa l’eroica, sanziona Mosca e si dà il bando energetico da sola. 2) L’America compra il carburante russo a prezzi di saldo. 2) L’America impacchetta quel carburante e lo rivende a peso d’oro alla supina Europa. Un capolavoro assoluto: la Russia incassa comunque, Washington lucra sulla nostra totale ingenuità e Bruxelles paga il triplo, convinta persino di essere il faro morale del pianeta mentre viene derisa in mondovisione. Mentre a Washington si brinda alla salute dei fessi d’oltreoceano, la leadership dell’UE guidata da Ursula von der Leyen continua a sorridere a trentadue denti, convinta che questa totale sottomissione sia ‘coerenza strategica’. Trump ha dimostrato che in geopolitica l’Europa non è un partner paritario, ma semplicemente il cliente perfetto: quello che paga di più, fa meno domande e dice pure “grazie” mentre gli portano via anche le mutande. Gianni Toffali