

Sanità Veneta
«Dai dati ufficiali, forniti dalla Regione dopo una mia richiesta di accesso agli atti, è emerso un dato che fa molto riflettere, riguardante i flussi di pazienti che da Verona si recano ad Arco, in Trentino, per sottoporsi ad interventi di ortopedia e per cure riabilitative. Parliamo di 424 persone nel 2023 e di altre 285 nei primi 9 mesi del 2024.Si tratta di un flusso importante, a dimostrazione che ci sono nel nostro territorio carenze pesanti che inducono l’utenza a rivolgersi al polo arcense. Ci chiediamo come mai la Regione non attivi tutti i posti letto programmati a Malcesine per la riabilitazione, permettendo così questa emigrazione. C’è insomma una realtà ben diversa da quella di un Veneto attrattivo per gli utenti delle altre regioni. Dopo Arco, procederemo anche a verificare anche i flussi a favore degli ospedali lombardi, in particolare Mantova perché, dalle segnalazioni ricevute, tanti cittadini si stanno rivolgendo anche agli ospedali di quella zona. Esprimo preoccupazione per la parziale attivazione dell’ospedale di Malcesine, che si ritrova con appena la metà dei posti letto attivati rispetto ai programmati, ovvero 25 su 50. Anche a fronte dei dati ottenuti, non trova più alcuna giustificazione questo tentativo di smantellamento. Bene il tavolo di lavoro attivato a seguito delle nostre richieste, ma si provveda sin d’ora alla messa a disposizione delle risorse necessarie».
Anna Maria Bigon
consigliera regionale del Pd e vice presidente della commissione Sanità