

“I produttori di Prosecco e di Valpolicella sono già in allarme: le esportazioni verso gli Stati Uniti rischiano di fermarsi, con danni incalcolabili per le nostre eccellenze, per migliaia di imprese e decine di migliaia di lavoratori. Per settimane esponenti leghisti come Paolo Borchia e Filippo Rigo hanno sostenuto che la presidenza Trump avrebbe portato sviluppo al Veneto. Oggi, invece, si ritrovano a invocare l’intervento di quella Commissione europea che con le loro campagne denigratorie hanno contribuito a delegittimare agli occhi dell’opinione pubblica. È al contrario ormai pacifico che nelle situazioni di emergenza l’ancora di salvezza sia l’Europa. Ieri con la pandemia, oggi per i dazi, i singoli paesi membri sono troppo piccoli per affrontare singolarmente eventi di portata mondiale. Aspettiamo con ansia questi rappresentanti della Lega all’inaugurazione di Vinitaly: brinderemo insieme e ci spiegheranno come promuovere il nostro vino nel mondo. Forse potrebbero illustrarlo anche al presidente della Regione, Luca Zaia. Il benessere del Veneto si basa sugli scambi commerciali che valgono oltre 81 miliardi di euro l’anno. I dazi sono un colpo mortale per la nostra economia, e chi ha sostenuto Trump ora deve assumersi le proprie responsabilità”.
Alessio Albertini,
responsabile sostenibilità e filiera agroalimentare del Partito Democratico Veneto