

Forti ripercussionidell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran già ieri mattina, 2 marzo, nella prima seduta di mercati aperti. A partire dal prezzo del gas, schizzato al rialzo di quasi il 40%. Importanti aumenti anche per il petrolio mentre le Borse europee sono scivolate, in alcuni casi anche pesantemente, con un totale di oltre 300 miliardi ‘bruciati’. Un decisorialzo dei prezzi dei carburanti, con nuovi aumenti sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Il gasolio ieri è arrivato al livello più alto dal 28 febbraio del 2025, un anno fa. E’ quanto è emerso dalla rilevazione di Staffetta Quotidiana che ha precisato che sarebbe “solo l’inizio”: gli aumenti con effetti sui prezzi alla pompa, potrebbero – secondo Staffetta – essere percepibili da oggi, 3 marzo. I rialzi legati all’attacco su Teheran sono stati ulteriormente rafforzati dall’annuncio di QatarEnergy all’interruzione della produzione di gas naturale liquefatto dopo la ritorsione sul suo impianto di Ras Laffan, il più grande al mondo. Fronte petrolio, a New York si è mosso su rialzi medi del 5% raggiungendo la quota dei 70 dollari al barile, con massimi in avvio di seduta a 75 dollari. Il Brent europeo ha invece raggiunto anche gli 80 dollari al barile. Quadro che diventa preoccupante per i consumatori.